Mobilità elettrica e salute: aumentare i mezzi a zero emissioni risana l’aria delle grandi città

In uno studio CNR-IIA (Istituto sull’Inquinamento Atmosferico) e Motus-E prendono in considerazione la situazione attuale dell’aria di alcune grandi città italiane, legata alle emissioni delle auto termiche, in particolare NO2 (biossido di azoto) e PM10, e delineano nuovi scenari con l’introduzione più massiccia della mobilità elettrica, per il 2025 e per il 2030.

Partendo dall’assunto che l’inquinamento causa morti premature e costi sociali, provare a ridurre l’impatto porta sicuramente a un miglioramento globale in termini di salute e di economia. Ad esempio, prevedendo un incremento della quota di tecnologie ibride plug-in/elettriche, con una riduzione dei veicoli termici.

Facendo ipotesi diverse sulla penetrazione dei veicoli elettrici nelle varie città, e di riduzione del parco auto private, si prefigurano diversi livelli di diminuzione degli inquinanti, rispetto al 2018, preso come anno di controllo.

Per Milano e Roma, ad esempio, si ipotizza un parco veicolare privato ridotto del 20% e composto esclusivamente da Euro 6, con un 20% di veicoli elettrici e un 50% di veicoli ibridi entro il 2030.

Questo scenario consentirebbe a Milano di ridurre le concentrazioni di PM10 del 41% e di NO2 dell’84%, mentre a Roma saremmo rispettivamente a 42% e 89%. Di conseguenza, diminuirebbero anche nettamente le morti premature causate dalla cattiva qualità dell’aria: da 6 a 9 volte rispetto al 2018.

Le 13 proposte

Motus-E e CNR-IIA propongono 13 azioni per favorire la transizione:

  1. Fissare il termine europeo per la vendita delle auto termiche con quote annuali crescenti.
  2. Potenziare le reti cittadine di distribuzione elettrica, di trasmissione dati e di ricarica e interconnetterle nei nodi di scambio.
  3. Sostenere la domanda di veicoli a zero e basse emissioni con la proroga dell’ecobonus fino al 2025, mantenendo la forma dell’incentivo diretto all’acquisto e spingendo allo stesso tempo per una riduzione dell’uso delle auto private in ambiente urbano.
  4. Favorire il ricambio della flotta del trasporto pubblico su gomma con mezzi a zero emissioni.
  5. Predisporre una logistica urbana sostenibile delle merci a basso impatto e con veicoli elettrici.
  6. Identificare un Fondo per lo sviluppo di una rete nazionale di infrastrutture di ricarica ad accesso pubblico.
  7. Realizzare infrastrutture di ricarica nei centri logistici e nei rimessaggi dei veicoli merci.
  8. Rivedere le Linee guida Ministeriali sui PUMS e integrare maggiormente nei Piani Urbani l’elettrificazione dei mezzi.
  9. Nell’ambito del PNRR richiedere maggiori investimenti per un’adeguata rete di mobilità urbana e regionale elettrica.
  10. Investire in ambito industriale automotive per la riconversione dei settori coinvolti nella trasformazione di veicoli e infrastrutture elettriche.
  11. Potenziare gli studi scientifici sulle fonti dell’inquinamento atmosferico, sulla composizione chimica del particolato e sugli inquinanti emergenti.
  12. Ampliare le indagini sulle correlazioni epidemiologiche e gli effetti sulla salute.
  13. Attuare il Piano di Azione contenuto all’interno del Protocollo Aria Pulita sottoscritto a Torino a giugno 2019.
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