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SYD: Pigs (Pink Floyd)

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Che tempi ragazzi! Stiamo vivendo in un mondo pazzo. Prezzi power in Italia per il 2022 che superano i 145 €/MWh. Gas al PSV che punta dritto alle stelle. Per non parlare dei mesi freddi.

Tutti pazzi per i prezzi!

Ma che sta succedendo? Questa sarebbe la transizione energetica? È solo l’inizio o ci stiamo già dentro?

Col terrore che serpeggia tra consumatori e operatori di mercato, si corre ai ripari per calmierare bollette folli con volatilità di mercato mai viste, come mai visti sono i valori a termine di questi giorni.

Scopriamo all’improvviso che la nostra tecnologia marginale è costituita tutta da impianti a gas. E che il gas ci serve, eccome. La Cina decide di fermare le fabbriche e tagliare la corrente alle famiglie, mentre i comandanti delle navi cariche di GNL impostano i loro navigatori: destinazione Asia.

Ah, maledizione! Se ci fosse ancora il carbone a bruciare allegro nelle vecchie centrali a vapore. I russi non ci terrebbero sotto scacco. E mentre le teorie geopolitiche imperversano anche negli ultimi bar di provincia, le voci riecheggiano nei metanodotti vuoti verso l’Europa. Non c’è più lo switching price (santo e benedetto) gas/carbone a salvarci.

Chi vuole tornare indietro di trent’anni alzi la mano.

Al diavolo la CO2, bruciamo quel che possiamo e schiacciamo i prezzi a terra. Quanto avanti siamo andati? Siamo i primi, senza scudi e senza armi? Che Dio ce la mandi buona.

In mezzo al guado, tra una sponda di carbone e una sponda di sole e vento. Come liberarsi da questo giogo? Questo cappio che ci strozza ora che il guado si fa più profondo. E in mezzo a questo fiume di gas latitante, si scatena la fantaenergia.

Una guerra di nervi tra bluffmen. Ostentiamo sicurezza, ma in mano che carte abbiamo? Intanto guardiamo alla Russia con la stessa bramosia di Napoleone prima della sua disastrosa campagna. Se avessimo tutto quel gas. Se solo potessimo avere qualche metro cubo, non chiediamo molto… E invece abbiamo tubi vuoti, vento e sole.

In mezzo al guado. Con le mani ancora nere di carbone. L’acqua non è riuscita a lavarle e ora ne sono quasi contento. Chi vuole tornare indietro? Chi non ce la fa più? Mi guardo le mani nere ancora una volta… la sponda di fronte adesso è tanto lontana, perché la corrente è stata inaspettata e mi spinge indietro. Se devo arrivare, lo farò con queste mani nere, così che io possa ricordare. Ancora un secondo per riprender le forze. Indietro non si torna!

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